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Venerdì 28 Novembre 2008

MERCOLEDI' 3 DICEMBRE: L'acqua è un bene primario, pubblico, essenziale per il futuro della Puglia e dell'intera

L’acqua è un bene primario, pubblico, essenziale per il futuro della Puglia e dell’intera comunità. Il Partito Democratico vuole conoscere le tue idee e contribuire alla costruzione di [...] continua

Martedì 11 Novembre 2008

Puglia: le primarie dei giovani Democratici

    Venerdì 21 novembre si terranno le primarie dei Giovani Democratici per eleggere il Segretario Nazionale, il Segretario Regionale e le rispettive Assemblee. I seggi rimarranno aperti dalle ore [...] continua

Domenica 9 Novembre 2008

Dramma sfratti. In Puglia a rischio 1.130 famiglie.

Dramma sfratti in Puglia. Dei 71 Comuni considerati dalla legge (61 dell´89) “a alta tensione abitativa” (questo era il numero dei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE [...] continua

Giovedì 6 Novembre 2008

Al presidente degli Stati Uniti

   Caro senatore Obama la Sua vittoria può cambiare il mondo. La straordinaria affermazione da Lei conseguita nel voto per la Casa Bianca ci ha riempito di gioia: è un evento straordinario, un [...] continua

Giovedì 30 Ottobre 2008

Brindisi due eventi importanti nel campo della ricerca e della formazione.

Lunedì 27 si è sottoscritto presso la Cittadella della Ricerca il Protocollo d’intesa tra la stessa e la Camera di Commercio di Brindisi con la finalità di  sviluppare una reciproca [...] continua

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Martedì 29 Luglio 2008

Piano della salute. Maniglio (PD): “Un piano per dare più servizi ai cittadini”

L’approvazione del PRS in commissione sanità è certamente un fatto positivo. E va dato al presidente Marino, e a tutti i commissari, di aver svolto con rapidità ed efficacia un lavoro decisivo al fine di dare alla Puglia una nuova programmazione sanitaria. Così come è doveroso sottolineare il positivo contributo fornito dall’assessore Tedesco sia in termini di competenza che di disponibilità al confronto con tutti i commissari.Nel voto di oggi c’è la conferma che l’intesa istituzionale sull’ordine dei lavori della commissione e del Consiglio Regionale, sottoscritta qualche giorno fa, ha funzionato e ha consentito un confronto non frettoloso sui contenuti del piano.Maggioranza e opposizione hanno svolto la loro funzione in modo limpido, senza ostracismi e senza arroccamenti. I tanti emendamenti approvati e, in alcuni casi, la riscrittura di interi paragrafi sono serviti a integrare, modificare e migliorare il testo licenziato dalla giunta.Questo sforzo di dare alla Puglia uno strumento moderno e innovativo continuerà anche in Consiglio Regionale, ma già oggi è possibile sottolineare alcune novità introdotte dai lavori consiliari.Anzitutto il rafforzamento di un sistema partecipativo e di condivisione che affida alle diverse realtà territoriali le scelte riguardanti la rete ospedaliera e l’organizzazione dei servizi. Non solo i direttori delle Asl, dunque, ma gli enti locali, le organizzazioni dei medici, le associazioni dei cittadini.Ecco perché il momento centrale dell’attuazione del piano sarà l’elaborazione dei diversi Piani di Attuazione Locale (PAL).In tal modo si capovolgerà la logica centralista del precedente piano sanitario e del collegato riordino ospedaliero: non poche persone che decidono tutto a Bari ma molti protagonisti che decidono su tutto nelle sei province pugliesi.Allo stesso modo va valorizzato l’emendamento presentato dal consigliere Romano finalizzato a semplificare tutte le procedure e i percorsi sanitari nell’interesse del cittadino. Un freno alla burocrazia per rendere più facile, più trasparente ed efficace l’accesso ai servizi del sistema sanitario.Infine, proprio sull’organizzazione della rete ospedaliera, si è proceduto a una più razionale distribuzione dei posti letto in tutta la Regione, sforzandosi di superare, almeno in parte, i gap storici presenti in alcuni province. La stessa fotografia della rete esistente, che aveva sollevato qualche ambiguo malinteso da parte di chi pensava che lì ci fosse anche la proposta di riorganizzazione della rete, è stata cancellata.Un buon lavoro, in definitiva, che ci consente di affrontare con serenità il confronto consiliare di domani e le sedute del 9 e 10 settembre p.v. attraverso le quali si approverà il Piano della salute della Puglia”.


Lunedì 28 Luglio 2008

Maniglio (PD): “Con i tagli alle Università la Puglia non cresce”

Il capogruppo alla Regione del PD, Antonio Maniglio e Giuseppe Pirro, coordinatore dell’esecutivo regionale del PD, hanno diffuso la seguente nota: “Anche i rettori pugliesi costretti a manifestare contro i tagli del governo Berlusconi. La manifestazione di oggi, a Bari, è la prova evidente che le scelte della destra hanno compattato la società: dai precari ai docenti universitari, dai medici ai poliziotti, dagli insegnanti  a sindaci e ai presidenti delle regioni.Ma i tagli all’Università sono particolarmente odiosi perché colpiscono la più alta istituzione culturale e formativa e, in conseguenza di ciò, fanno regredire il nostro paese sulle sfide dell’innovazione, della ricerca, della formazione.Si leggano gli esponenti della destra il documento della CRUI (conferenza dei rettori delle Università italiane). E’ denunciata la progressiva iduzione, su un arco quinquennale, del fondo di finanziamento ordinario e, insieme, la limitazione delle assunzioni di personale nella misura del 20% rispetto alle cessazioni di servizio.Ecco il meccanismo perverso che sarà scaricato sulle famiglie:  l’inevitabile aumento dei costi, sommato ai tagli previsti per i prossimi cinque anni, comporterà inevitabilmente l’aumento delle tasse per gli studenti. Nello stesso tempo si daranno meno servizi agli studenti, si colpirà la funzionalità scientifica degli atenei e si provocherà, in definitiva, il loro declino. La protesta dei rettori, dei docenti e di tutto il personale delle università pugliesi, non solo quindi è legittima ed ampiamente motivata ma richiama l’insieme della società a pensare al futuro, a una crescita della nostra regione che - come testimoniano le esperienze più avanzate - deve fondarsi sulla conoscenza, sul sapere, sulla ricerca.”


Lunedì 28 Luglio 2008

Solo tre comunità montane in Puglia e senza comuni al livello del mare

Comunità montane: ridurre la spesa, riorganizzare il sistema, associare in tre soli enti tutti i comuni montani e semimontani della Puglia. Questi, nelle parole dell’assessore regionale Guglielmo Minervini, gli obiettivi del disegno di legge di riordino, all’esame di tre commissioni congiunte del Consiglio regionale: enti regionali, sviluppo economico, affari istituzionali.”La seduta è stata dedicata alla relazione introduttiva del rappresentante del governo regionale. Abbiamo incardinato l’argomento - ha dichiarato il presidente della seconda, - e contiamo di esaminare nel merito e licenziare il ddl dopo la pausa estiva, in modo da consentire al Consiglio regionale di approvarlo come legge entro la scadenza di fine settembre”. La Finanziaria 2008 ha fissato norme di riduzione della spesa, chiedendo alle Regioni di legiferare nelle aterie indicate e prevedendo sanzioni in caso di inosservanza. Nel caso pugliese si giungerebbe “all’automatica riduzione alla sola comunità montana del Subappennino - ha spiegato l’assessore - ma la Giunta regionale ha deciso di definire l’ iniziativa legislativa. Altre cinque lo hanno già fatto”. Due le ragioni della scelta, che punta a conservare i 4 milioni e mezzo di euro di risorse nazionali assegnati annualmente per interventi delle comunità montane pugliesi sul territorio.”Da un lato - ha fatto presente Minervini - vogliamo operare una sensibile, massiccia riduzione dei costi di gestione delle comunità, che ora finiscono per assorbire quasi totalmente le risorse pubbliche trasferite. Puntiamo sul forte snellimento dell’impianto gestionale e calcoliamo di far scendere al 30% la percentuale dei finanziamenti (ora tocca l’80%) assorbita dalle spese di funzionamento delle comunità. Il 70% delle risorse sarebbe effettivamente al servizio nelle zone disagiate”.Il secondo degli obiettivi è conservare le risorse qualificandone la spesa. Si dovrebbe ottenere riducendo a tre le comunità (Appennino Dauno, Gargano e Murge), ridisegnando e snellendo l’articolazione territoriale, tagliando drasticamente i costi. Viene del tutto eliminata la “chiacchierata” terza categoria: quella dei comuni svantaggiati (anche a livello del mare). Il criterio resta oggettivo: comuni geograficamente situati sui rilievi.”Ci sembra una buona mediazione, una legge va adottata se vogliamo conservare le rimesse statali - ha concluso l’assessore Minervini - ma se a livello nazionale dovesse emergere l’orientamento a cancellare le comunità montane, il governo regionale non avrebbe difficoltà ad adeguarsi. Il punto è non perdere i 4,5 milioni di euro ed è quello che avverrebbe, allo stato attuale, in mancanza di indicazioni statali, sostituendo alle comunità le unioni di comuni montani, come richiesto dall’Anci. Di fatto, però, le comunità montane da noi ridisegnate ricalcano proprio queste unioni”.


Sabato 26 Luglio 2008

Donato Pentassuglia segretario provinciale di Taranto e l’on. Ludovico Vico attaccanno in conferenza stampa il Governo

Si è tenuta questa mattina l’annunciata Conferenza Stampa del P.D. sui tagli del governo alla sicurezza e alla difesa, che è stata tenuta da Donato PENTASSUGLIA, Segretario provinciale e dall’on. Ludovico VICO; l’incontro è stato coordinato da Luciano SANTORO, Vice Segretario provinciale. Riportiamo di seguito una sintesi degli argomenti affrontati.

“I tagli alla sicurezza ci sono, eccome, e superano i 3,5 miliardi di euro rispetto quanto assegnato dalla finanziaria del governo Prodi. Quelle cifre, giudicate a suo tempo con parole durissime perche’ insufficienti, subiscono oggi tagli drammatici da chi a suo tempo le criticava. E io, come cittadino prima ancora che parlamentare, ne sono fortemente preoccupato”.

“Queste scelte non resteranno senza conseguenze, e le ripercussioni si avranno - per essere chiari - anche sul numero di volanti e di uomini nelle nostre città, sulla loro operatività”.

“Siamo in presenza di una politica veramente incoerente e piena di proclami sulla sicurezza nelle città, che poi si concretizza in tagli ai ministeri e in norme che penalizzano retribuzioni e status giuridico di poliziotti, militari e vigili del fuoco”.

“Dove sta tutta questa preoccupazione per la sicurezza dei cittadini sbandierata in campagna elettorale dalla destra quando si tagliano le volanti e gli organici?”

Con il voto di fiducia al Decreto Legge 112, votato alla Camera dal centrodestra Lunedì scorso, il Governo ha operato un taglio al Ministero degli Interni senza precedenti.

Il bilancio del Ministero degli Interni avrà una riduzione di 413.727 migliaia di euro nel 2009, 462.231 migliaia di euro nel 2010 e 798.914 migliaia nel 2011.

Alla missione “ordine pubblico e sicurezza” si opera un taglio che ammonta a più di un miliardo così suddiviso: 263.497.000 euro nel 2009, 283.089.000 euro nel 2010 e 492.727.000 euro nel 2011.

La “missione ordine pubblico” subisce riduzioni radicali anche nei Ministeri Economia, infrastrutture e politiche agricole.
Altro capitolo dolente riguarda il Ministero della Difesa e le forze armate.
Le riduzioni previste sono di 503.735.000 euro nel 2009, 478.099.000 euro nel 2010 e 834.508.000 euro nel 2011.

La “missione ordine pubblico” subisce riduzioni radicali anche nei Ministeri Economia, infrastrutture e politiche agricole.
Lo stesso Capo di Stato maggiore, il generale Camporini in sede di Audizione alla Commissione Difesa, ha tracciato un quadro drammatico rispetto ai tagli lineari subiti dal ministero della Difesa per 1.815 milioni di euro. Il generale ha affermato che questi tagli provocheranno un rapido decadimento operativo delle forze armate, con rischi di insolvenza anche a livello internazionale, con capacità operative sotto gli standard Nato. Con questa manovra economica avremo settemila reclutamenti in meno nel 2009 e dal 2010 al 2015 non ci saranno più reclutamenti. Potremmo chiudere dal 2010 tutte le scuole delle Forze armate perché non ci sarà più nessuno da addestrare e vi sarà un invecchiamento di tutte le nostre Forze armate”.
“Io penso che quando un governo, uno Stato, toglie senza criterio alcuno, gli strumenti necessari per consentire di fare bene il proprio lavoro alle forze di polizia, alla forze armate e ai vigili del fuoco, allora siamo veramente messi male. Mi auguro che, quanto prima, questo governo riveda queste scelte che non fanno che aumentare la sfiducia e la rabbia dei cittadini nei confronti della politica”.

Nei giorni scorsi i sindacati delle forze dell’ordine e armate, che abbiamo incontrato durante la loro protesta, ci hanno segnalato che questi tagli impediranno l’acquisto di autovetture, mezzi, strumenti utili per svolgere “la sicurezza” ai cittadini e al paese. Diminuiranno le risorse per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e delle infrastrutture. Ci hanno altresì aggiunto che la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle forze di polizia e delle forze armate subirà una riduzione di 40 mila operatori dovuta al mancato turnover del personale e alla “nefasta” previsione di sospensione volontaria dal servizio con collocamento coatto in pensione per anzianità contributiva.

Di conseguenza saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli sul territorio.

E ancora: vengono emanati nuovi provvedimenti (Pacchetto Sicurezza) legislativi che attribuiscono nuove incombenze alle forze dell’ordine e alle forze armate e contemporaneamente si adottano “tagli di spesa“. In questi tagli è prevista la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per le indennità connesse all’operatività (servizi in strada, controllo del territorio, sicurezza interna ed internazionale del paese), avendo già escluso le forze dell’ordine e armate dalla detassazione del lavoro straordinario.

Infine è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria in caso di malattia, anche per infortuni sul lavoro.

L’on. Vico ha concluso il suo intervento con due annotazioni:

  • il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’8 marzo scorso- prima del voto del 14 aprile - rilasciò la seguente dichiarazione “daremo a polizia e forze dell’ordine, che sono state maltrattate dalla sinistra per motivi ideologici, maggiori fondi”;

  • un sindacato insospettabile di antipatia nei confronti dell’attuale maggioranza, cioè UGL ha dichiarato: “il 61% degli agenti di polizia vive con meno di 1.200 euro al mese”.


Sabato 26 Luglio 2008

L’on. Enzo Lavarra a Vietri sul Mare e Gioia del Colle: riconoscimento dall’UNESCO per la dieta mediterranea

Prosegue il tour di incontri e iniziative promosse dall’europarlamentare  Enzo Lavarra per presentare il progetto di riconoscimento del marchio Unesco per la dieta mediterranea.Dopo Tunisi, Pescara e Lesina, gli ultimi giorni di luglio sono dedicati a Vietri sul Mare e a Gioia del Colle. Nella città campana l’On. Lavarra ha registrato il pieno interesse e sostegno al progetto da parte  dell’assessore all’agricoltura della Provincia di Salerno Martinangelo e del famoso chef Alfonso Iaccarino, che ha assicurato il suo contributo a partire da una descrizione degli aspetti gastronomici della dieta mediterranea in occasione di un’audizione pubblica sul tema che si terrà prossimamente al Parlamento Europeo.

Lunedì 28 luglio tocca invece a Gioia del Colle, alla presenza degli assessori regionale e provinciale Russo e Paladino. Nel castello cittadino, a partire dalle 19.00, Lavarra presenterà gli aspetti procedurali e di immagine connessi al riconoscimento Unesco  di “Patrimonio culturale immateriale  dell’umanità” per i prodotti tipici che costituiscono la sana dieta mediterranea.

Lavarra illustrerà  la recente  risoluzione del Parlamento Europeo, che  segue l’iniziativa avviata dall’ex ministro De Castro e dalla collega spagnola,  e riferirà sull’ audizione pubblica che il prossimo 13 ottobre a Bruxelles presenterà sul piano economico, salutistico, politico e culturale il valore intrinseco della dieta mediterranea.

Nella città della mozzarella e del  Primitivo Gioia del Colle Doc, dopo il saluto del sindaco Piero Longo,  si confronteranno anche i rappresentanti di alcune realtà di valorizzazione delle produzioni territoriali come Stefano Genco del Gal Terra dei Trulli e di Barsento, Francesco Mastrangelo del Consorzio Doc e Francesco Caruso della Cia.

L’iniziativa cade a poche ore dalla definizione  della legge regionale sulle enoteche e elaioteche pubbliche da istituirsi su base provinciale.

L’occasione potrebbe essere utile per avviare la discussione fra le istituzioni presenti relativamente alla candidatura della città di Gioia come sede dell’enoteca provinciale, candidatura  paventata a suo tempo dallo stesso On. Lavarra.

“Il progetto di marchio Unesco per la dieta mediterranea - ha dichiarato Lavarra - è una grande occasione anche per rilanciare l’idea  di un’offerta unica delle produzioni agricole mediterranee per superare l’attuale fase di competitività fra la  sponda nord e quella sud. Occorre superare la logica della guerra commerciale e della mera disciplina doganale - che caratterizza purtroppo lo sterile negoziato in corso in sede WTO - per avviare invece una cooperazione scientifica, produttiva e commerciale fra tutte le agricolture del mediterraneo. Solo così - ha concluso Lavarra, potremo dare una risposta positiva sia alla crisi alimentare che  all’insostenibile aumento dei prezzi a livello mondiale”.

L’obiettivo politico è quello  della costruzione di un  nuovo partenariato istituzionale ed economico euromediterraneo, unico livello territoriale in grado di rilanciare globalmente l’agricoltura di un’area che, in vista del processo di libero scambio, deve abbandonare la logica della competitività per avviarsi sulla strada della cooperazione.


Venerdì 25 Luglio 2008

Taranto: Conferenza Stampa

 
Si terrà domani sabato 26 luglio alle 10.00 presso la sede provinciale di via Capotagliata, 18 a Taranto una Conferenza Stampa del P.D. sul tema:
“i tagli del governo alla sicurezza e alla difesa”.
Alla Conferenza Stampa parteciperanno Donato PENTASSUGLIA, Segretario provinciale, Luciano SANTORO, Vice Segretario provinciale, l’on. Ludovico VICO e Lino DE GUIDO, Vice Segretario cittadino.


Venerdì 25 Luglio 2008

Prezzario regionale - Stefàno(PD): “Richieste legittime delle imprese salentine, subito una iniziativa con l’assessorato regionale ai Lavori Pubblici”

“Esprimo solidarietà al sistema delle imprese edili salentine, oggi protagoniste di una manifestazione di protesta, certamente singolare, ma molto interessante nelle modalità e nella capacità dimostrata di tenere unite intorno ai temi della protesta tutte le associazioni di categoria, espressioni sia del sistema industriale che artigianale.

I temi rilanciati oggi dalle imprese, impongo di riflettere e di intervenire: il settore degli appalti pubblici, ad esempio, da tempo rivela diverse criticità, soprattutto nei sistemi di concepimento dell’appalto e di espletamento delle procedure, spesso ispirate alla regola del prezzo più basso, che non agevola la qualità. A ciò si aggiungono procedure farraginose dal punto di vista normativo che alimentano un vero e proprio regime di contenzioso permanente, che oltre ad allungare i tempi, carica di ulteriori e pesanti spese le imprese ricorrenti.

Altro tema nevralgico, i tempi esageratamente lunghi con cui le amministrazioni pubbliche ottemperano ai pagamenti, che evidentemente non possono essere più tollerabili, creando una forbice troppo larga con i tempi di pagamento della manodopera da parte delle aziende e di realizzazione dei servizi.

Per quanto riguarda, infine, il prezzario regionale, obiettivamente va rivisitato: nato già con qualche mal di pancia, oggi manifesta più che mai tutta la sua debolezza di strumento statico, a fronte di un mercato delle materie prime decisamente molto più dinamico. Altrettanto legittimo, dunque, che intorno ad un tavolo tecnico regionale che aggiorni e appronti il nuovo prezzario, siedano anche le imprese.

Per tali ragioni, il mio impegno sarà quello di promuovere un’apposita iniziativa, da concordare nell’immediato con l’assessorato regionale ai Lavori Pubblici, per affrontare il tema delle criticità dell’attuale prezzario regionale”


Venerdì 25 Luglio 2008

FONDI EUROPEI: procedure più snelle per le imprese

Una sorta di sanatoria per le imprese che finora

hanno assunto in nero e che devono vedersela

davanti al giudice perché chiamati in giudizio dagli

ex dipendenti. Per indurre le parti in lite a raggiungere

una transazione, arriva un bando della

Regione che mette a disposizione 5mila euro per

ciascuna causa, al fine di chiudere il contenzioso

e favorire l’emersione del lavoro nero. I 5 mila

euro, infatti, vanno a beneficio dell’impresa che

decide di mettersi in regola, e che in cambio deve

riconoscere di aver fatto lavorare in nero (almeno

per sei mesi) il dipendente che gli ha fatto causa.

Tra gli altri effetti del provvedimento, quello di preservare

le casse dell’Inps, che potranno incamerare

i contributi previdenziali, e di sfoltire il contenzioso

giudiziario.

Questa è solo una delle tre azioni previste dal

bando allestito dall’assessorato regionale al Lavoro,

per contrastare il lavoro nero, e che stanzia a tale

scopo 2,5 milioni di euro.

Il bando prevede, come altra misura, una premialità

per le piccole e medie imprese che assumono

a tempo indeterminato “lavoratori svantaggiati”:

giovani fino a 25 anni, donne, ex detenuti, privi di

studio, persone con figli a carico, over 50.

Diecimila euro per ogni assunto (che potranno

essere al massimo 3) con l’impegno di tenerlo per

almeno tre anni, di garantire che il numero degli

addetti nel triennio non diminuisca e che passati i

tre anni aumenti di una unità. Inoltre, c’è la possibilità

di stipulare accordi con un’altra azienda per

assumere lo stesso lavoratore part time per ciascuna

impresa, col risultato di avere un contratto finale

- e relativo stipendio - a tempo pieno.

Altra azione prevista dal bando, quella di regolarizzare

i lavoratori in nero - riconoscendone il periodo

pregresso fino a 5 anni prima - attraverso un

accordo con il sindacato.

In sostanza il datore di lavoro presenta domanda

all’Inps entro il 30 settembre impegnandosi a versare

i due terzi dei contributi dovuti (un terzo viene

abbuonato grazie ad una norma prevista dalla

Finanziaria), mentre la Regione si impegna a versare

un quinto della somma dovuta dall’impresa

Tra le novità più importanti, spariscono i bandi sostituiti da uno sportello permanente

Varato il nuovo regolamento regionale dei regimi di

aiuto in esenzione alle imprese: procedure più

snelle per accelerare e sostenere la spesa dei fondi

comunitari 2007-2013.

Il regolamento, pubblicato sul Burp n. 103 del 30

giugno scorso, è disponibile sul portale www.sistema.

puglia.it e prevede diverse novità sia per le pmi

che per le grandi imprese.

Tra le novità più importanti, che mirano a velocizzare

la spesa, in primo luogo non sarà più necessario

la notifica a Bruxellese, inoltre la riduzione

degli strumenti di incentivazione da 17 a 5, ed

anche il passaggio dal sistema dei bandi (che venivano

pubblicati all’occorrenza e avevano l’assillo

delle scadenze) a quello degli sportelli permanenti.

Le domande saranno presentate alla Regione,

dunque, e incluse in liste da soddisfare in base ai

budget. Questo soprattutto per le medie e grandi

imprese per le quali si torna a puntare sui contratti

di programma, senza più bandi, ma con domanda

a sportello, cime si diceva, fino ad esaurimento

delle risorse. Altra novità è il modello unico per tutti

i settori, dall’artigianato, all’industria, al commercio.

Inoltre, per le piccole e micro imprese, di cui viene

riconosciuto l’alto valore sotto il profilo occupazionale,

la valutazione dei progetti sarà snellita, per

scongiurare il blocco della spesa del 15-20% delle

risorse come avvenuto in passato.

Contributo della


Venerdì 25 Luglio 2008

Mineo: “Se quella che vuole Berlusconi è una sanità povera il piano pugliese della salute è già in positiva controtendenza”

Sul piano della salute, in reazione alle scelte  prospettate a livello nazionale sulla sanità, interiene con una dichiarazione il consigliere regionale PD Luciano Mineo.

In Puglia si sta svolgendo un ampio dibattito sul piano regionale sanitario. C’è, però, una domanda che aleggia e a cui in pochi, sino ad oggi, hanno cercato di dare una risposta: alla luce dei provvedimenti del governo Berlusconi, quanta parte del piano sarà davvero realizzabile? I provvedimenti del governo nazionale sono a dir poco terrificanti. Non è un caso che tutte le sigle sindacali li hanno bocciati senza appello e che i medici sono sul piede di guerra ed hanno annunciato tre giorni di sciopero ad ottobre.

L’impressione netta è che il governo Berlusconi voglia una sanità povera per i più poveri. Infatti, si va verso tagli drastici ai posti letto negli ospedali, la riduzione degli organici, il blocco del turn-over, la messa in discussione persino dei 12mila precari che lavorano nelle strutture ospedaliere (la Puglia ha fatto in tempo a mettere i precari al riparo dalla scure del governo nazionale).

I tagli naturalmente riguardano anche i fondi destinati alla sanità. Tagli che configurano un drastico ridimensionamento del Patto per la salute, sottoscritto con le Regioni.

Ma c’è di più. Il governo nazionale ha revocato il decreto Prodi che estendeva i livelli essenziali di assistenza (Lea) a nuovi servizi e a nuove categorie: dal dentista per gli indigenti alla fornitura di apparecchi per la mobilità, al parto indolore.

Il decreto prevedeva anche una maggiore assistenza ai malati cronici, a cominciare dall’Alzheimer; forniva gli apparecchi ai soggetti con problemi di udito, riconosceva 109 malattie rare, ampliava i servizi di protesi con l’introduzione di nuovi ausili informatici e rafforzava l’assistenza a domicilio ai malati terminali. Prevedeva il vaccino gratuito contro il papilloma virus, causa del cancro dell’utero.

Tutte queste misure sono state cancellate con un taglio netto. Si promette di reintrodurle in un vago futuro.

Tutto questo avviene, anzi è avvenuto, mentre discutiamo il piano sanitario regionale. Alla luce dei provvedimenti del governo nazionale, il piano della Puglia appare sempre di più come un piano in assoluta e positiva controtendenza con tutto quello che sta avvenendo a livello nazionale ed il dibattito su di esso di piccolissimo cabotaggio.

Non si può chiedere, nella nostra Regione, in maniera demagogica di affrontare e risolvere tutti i problemi, molti dei quali ereditati dalle gestioni del passato, e non vedere in quale direzione drammatica vanno i provvedimenti del governo nazionale.

Non si può volere in Puglia una sanità ricca per i poveri e per tutti i cittadini e far finta di non vedere che si sta lavorando a livello nazionale per una sanità povera per i poveri, anzi per tutti.

Il piano sanitario regionale non è insufficiente, come taluni sostengono. E’, forse, positivamente ambizioso rispetto alle risorse che il governo nazionale metterà a disposizione ed alle nuove linee di politica della salute che l’esecutivo di Berlusconi sta delineando“.


Venerdì 25 Luglio 2008

Antonio Maniglio Presidente Gruppo Consiliare responsabile del nuovo numero de “Il punto”

Concorsi alla Regione: 80 impiegati amministrativi On line, all’indirizzo http://concorsi.regione.puglia.it, i bandi dei concorsi pubblici alla Regione per 80 posti di categoria C,impiegati amministrativi. I posti, destinati agli esterni, sono suddivisi in cinque aree tematiche:

On line, all’indirizzo , i bandi dei concorsi pubblici alla Regione per 80 posti di categoria C,impiegati amministrativi. I posti, destinati agli esterni, sono suddivisi in cinque aree tematiche:

30 per l’area amministrativa; 20 per l’area ambientale e del territorio; 4 per l’area socioassistenziale;

22 per quella contabile; 4 per l’area informatica. Stessa suddivisione per le progressioni verticali

destinate al personale interno di categoria inferiore:32 per l’area amministrativa; 22 ambiente e territorio; 26 area contabile; 6 per quella sociosanitaria;

4 informatica. Si tratta di un passo avanti nel processo di cambiamento avviato dal governo regionale per innovare l’organizzazione della Regione, una risposta concreta alle attese di tutti coloro che attendevano questi concorsi pubblici come occasione di lavoro. Tutti gli interessati potranno candidarsi iscrivendosi esclusivamente on-line dalle pagine del sito esclusivamente dal prossimo 8 settembre fino all’8 ottobre.Il titolo di studio richiesto per l’accesso è il diploma di scuola media superiore. I candidati saranno selezionati in due prove preselettive: attitudinale e motivazionale, la prima, e professionale, informatica e linguistica, l’altra. Per queste prove è previsto il raggiungimento del voto minimo di 60/100. Alla seconda prova preselettiva  sarà ammesso un contingente massimo uguale al numero dei posti a concorso moltiplicato per dieci.


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