L’acqua è un bene primario, pubblico, essenziale per il futuro della Puglia e dell’intera comunità. Il Partito Democratico vuole conoscere le tue idee e contribuire alla costruzione di [...] continua
Martedì 11 Novembre 2008Venerdì 21 novembre si terranno le primarie dei Giovani Democratici per eleggere il Segretario Nazionale, il Segretario Regionale e le rispettive Assemblee. I seggi rimarranno aperti dalle ore [...] continua
Domenica 9 Novembre 2008Dramma sfratti in Puglia. Dei 71 Comuni considerati dalla legge (61 dell´89) “a alta tensione abitativa” (questo era il numero dei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE [...] continua
Giovedì 6 Novembre 2008Caro senatore Obama la Sua vittoria può cambiare il mondo. La straordinaria affermazione da Lei conseguita nel voto per la Casa Bianca ci ha riempito di gioia: è un evento straordinario, un [...] continua
Giovedì 30 Ottobre 2008Lunedì 27 si è sottoscritto presso la Cittadella della Ricerca il Protocollo d’intesa tra la stessa e la Camera di Commercio di Brindisi con la finalità di sviluppare una reciproca [...] continua
Mercoledì 30 Luglio 2008
“Un lungo elenco di servizi attivati, di tecnologie introdotte, un numero consistente di personale assunto dopo cinque anni di blocco totale, 3000 ricoveri in meno di mobilità passiva e 1000 in più di mobilità attiva, il 70% di incremento della spesa per investimenti, oltre 5000 precari stabilizzati e prima fra tutte , l’unica vera promessa elettorale, l’abolizione del ticket”. Così l’assessore alla sanità, Albero Tedesco, risponde alla relazione di minoranza.Ma è soprattutto sulle scelte politiche che l’assessore si sofferma, nel dettaglio il Piano sarà esaminato a settembre. E la scelta prioritaria è il cambiamento rispetto al passato, nelle modalità e nei contenuti. “Il Piano - ha continuato Tedesco - è il frutto di un lavoro di partecipazione nella fase di costruzione prima ed in quella di esame in commissione, dopo. I contributi tecnici forniti da organismi, le università, le forze sociali, le associazioni di rappresentanza, ma anche i contributi di maggioranza e di opposizione riannodati con maestria dal presidente della terza commissione, Dino Marino, hanno prodotto un buon risultato”.La differenza rispetto al passato, secondo l’assessore Tedesco, è stata determinata anche dall’aver avuto il coraggio di affrontare i toni aspri della piazza, accettando quello che comunemente si definisce il confronto democratico. Quando il presidente Fitto presentò il suo Piano l’opposizione elaborò una sua proposta, il suo punto di vista, che però non fu preso in considerazione, “non ebbe alcuna risposta”. “Noi, invece - ha sottolineato Tedesco - abbiamo accettato il confronto a 360 gradi, recependo anche taluni emendamenti proposti dall’opposizione in uno spirito di collaborazione, abbattendo i paletti della contrapposizione strumentale politica”.Respinge con forza le accuse di ritardo l’assessore: “Vendola non ha mai detto in campagna elettorale di avere la riforma della sanità, già nel cassetto. Ha detto invece, che quella era una priorità, che era la sua preoccupazione principale e in tal senso il mio lavoro è stato animato sempre da questo sostegno forte, da questa determinazione”.”Il quadro che si vuole dipingere di una sanità allo sfascio, non coincide con quelli che sono i giudizi generali - continua Tedesco - vero è che nessuno è stato in grado fino ad oggi di modificare la quota destinata alla Puglia dal fondo sanitario nazionale”.Ma oggi forse la Puglia ha una chance in più, dice l’assessore, visto la presenza di un esponente pugliese nel governo nazionale; una presenza che può avere un peso positivo per quello che riguarda la Puglia “questa è l’occasione storica per rimuovere un torto storico che è stato perpetrato ai danni dei pugliesi”.Il Piano della sanità del centrosinistra ha una struttura che punta alla solidarietà nei confronti delle categorie fragili, degli immigrati: “una sorta di permanete campagna umanitaria nei confronti dei paesi transfrontalieri” - ha detto Tedesco.”Abbiamo nuovi modelli assistenziali e l’obiettivo di intercettare le richieste dei cittadini - ha sottolineato l’assessore - ho trovato finanziamenti bloccati, incagliati nelle secche della burocrazia e in tal senso ci siamo mossi per semplificare”.Il Piano sarà continuamente monitorato da una sorta di cabina di regia per verificarne l’effettiva applicazione, “perché il governo regionale considera questa un’occasione rilevante politicamente e socialmente per il futuro della salute dei cittadini pugliesi. Il piano è uno strumento importante in linea con quanto il governo sta realizzando in tutti i settori con l’obiettivo del grande salto di qualità per la Puglia”.
Mercoledì 30 Luglio 2008

“Le difficoltà di dialogo tra la Soprintendenza e gli enti locali o l’Università sono lo specchio dell’inevitabile inefficienza di un ente che, senza alcuna ramificazione territoriale reale, è chiamato a gestire un patrimonio archeologico tra i più vasti e preziosi del mondo”. La valutazione dell’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, fa riferimento alle recenti polemiche sulla scarsa fruizione di alcuni gioielli culturali come il Parco archeologico di Siponto. “Dati e commenti, non ultimo quello dell’assessore manfredoniano alla Cultura - continua Bordo - hanno fatto emergere l’opportunità, quando non la necessità, di prendere nella giusta considerazione l’ipotesi di costituire una Soprintendenza della Puglia Settentrionale, accorciando la filiera amministrativa in questo specifico settore a vantaggio della efficacia e dell’efficienza nella programmazione e nell’attuazione degli interventi di tutela e valorizzazione”.
In questa direzione muove la proposta di legge presentata dallo stesso Michele Bordo lo scorso 14 maggio: 3 articoli in tutto per sdoppiare, “a costo zero”, l’attuale ente che “ha sede a Taranto ed ha competenze su i musei statali di Bari, Egnazia, Gioia del Colle, Manfredonia, Ruvo di Puglia e Taranto oltre che su tutti i siti archeologici pugliesi”.
“Proprio la distanza dal territorio, unita alle ridotte disponibilità in termini di risorse umane - scrive Bordo nella relazione introduttiva alla proposta di legge - ha determinato più di un’incomprensione tra le Amministrazioni comunali e la stessa Soprintendenza, con il risultato di ridurre la tutela dei beni archeologici alla mera apposizione di vincoli: tanto assoluti quanto, talvolta, poco comprensibili nell’ottica della valorizzazione, anche a fini economici, di questo patrimonio”.
Inoltre, l’istituzione della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia settentrionale, con competenza sui territori delle province di Foggia e BAT, “potrebbe essere un ottimo viatico in direzione dell’istituzione di un Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri - continua Bordo - per rafforzare la difesa del territorio dai predatori di storia”.
La valorizzazione del patrimonio storico della Capitanata, infine, è l’obiettivo di un’altra proposta di legge del deputato del PD, con cui si otterrebbe l’istituzione, con fondi statali pari ad oltre 35 milioni nel primo triennio, del Parco archeologico e culturale della Daunia: “Se vogliamo ottenere risultati apprezzabili, tanto sotto il profilo della tutela che della valorizzazione turistica del patrimonio storico e archeologico - conclude Michele Bordo - è essenziale costruire un sistema culturale ed economico capace di progettare reti di connessione culturali, promozionali e commerciali, coordinare le azioni e gli interventi, gestire in un ambito sovracomunale specializzato le peculiarità di questo inestimabile patrimonio”.
Roma, 29 luglio 2008
Martedì 29 Luglio 2008
“L’approvazione del PRS in commissione sanità è certamente un fatto positivo. E va dato al presidente Marino, e a tutti i commissari, di aver svolto con rapidità ed efficacia un lavoro decisivo al fine di dare alla Puglia una nuova programmazione sanitaria. Così come è doveroso sottolineare il positivo contributo fornito dall’assessore Tedesco sia in termini di competenza che di disponibilità al confronto con tutti i commissari.Nel voto di oggi c’è la conferma che l’intesa istituzionale sull’ordine dei lavori della commissione e del Consiglio Regionale, sottoscritta qualche giorno fa, ha funzionato e ha consentito un confronto non frettoloso sui contenuti del piano.Maggioranza e opposizione hanno svolto la loro funzione in modo limpido, senza ostracismi e senza arroccamenti. I tanti emendamenti approvati e, in alcuni casi, la riscrittura di interi paragrafi sono serviti a integrare, modificare e migliorare il testo licenziato dalla giunta.Questo sforzo di dare alla Puglia uno strumento moderno e innovativo continuerà anche in Consiglio Regionale, ma già oggi è possibile sottolineare alcune novità introdotte dai lavori consiliari.Anzitutto il rafforzamento di un sistema partecipativo e di condivisione che affida alle diverse realtà territoriali le scelte riguardanti la rete ospedaliera e l’organizzazione dei servizi. Non solo i direttori delle Asl, dunque, ma gli enti locali, le organizzazioni dei medici, le associazioni dei cittadini.Ecco perché il momento centrale dell’attuazione del piano sarà l’elaborazione dei diversi Piani di Attuazione Locale (PAL).In tal modo si capovolgerà la logica centralista del precedente piano sanitario e del collegato riordino ospedaliero: non poche persone che decidono tutto a Bari ma molti protagonisti che decidono su tutto nelle sei province pugliesi.Allo stesso modo va valorizzato l’emendamento presentato dal consigliere Romano finalizzato a semplificare tutte le procedure e i percorsi sanitari nell’interesse del cittadino. Un freno alla burocrazia per rendere più facile, più trasparente ed efficace l’accesso ai servizi del sistema sanitario.Infine, proprio sull’organizzazione della rete ospedaliera, si è proceduto a una più razionale distribuzione dei posti letto in tutta la Regione, sforzandosi di superare, almeno in parte, i gap storici presenti in alcuni province. La stessa fotografia della rete esistente, che aveva sollevato qualche ambiguo malinteso da parte di chi pensava che lì ci fosse anche la proposta di riorganizzazione della rete, è stata cancellata.Un buon lavoro, in definitiva, che ci consente di affrontare con serenità il confronto consiliare di domani e le sedute del 9 e 10 settembre p.v. attraverso le quali si approverà il Piano della salute della Puglia”.
Martedì 29 Luglio 2008

L’attuale situazione della procreazione responsabile nella provincia di Bari desta più di qualche preoccupazione.
L’ex Ministra Turco ha definito la salute delle donne come “l’indicatore più efficace per valutare l’impatto delle politiche nazionali sulla salute” perché spesso le disuguaglianze sociali e di genere ricadono proprio sulla salute femminile.
Condividendo questa impostazione il Piano Regionale Sanitario, per la prima volta, ha dedicato un intero capitolo alla salute e benessere della donna raccogliendo peraltro tutte le sollecitazioni veicolate attraverso la campagna di ascolto e partecipazione attiva dei cittadini rispetto ai contenuti del Piano stesso e rifacendosi a quanto contenuto nel “Piano per la promozione e tutela della salute della donna e del bambino” varato dal Ministero della Salute.
La salute e il benessere delle donne, proprio per il ruolo che la donna occupa nella nostra società, ha una forte ricaduta, positiva o negativa, sull’intero assetto familiare e quindi sociale e peraltro passa, in molte fasi della vita, attraverso la salute riproduttiva.
E’ per questo che la tutela della salute della donna è di interesse trasversale e si inquadra anche nelle politiche della famiglia : la gravidanza desiderata e il parto sono certamente delle occasioni privilegiate, sia per veicolare una serie di “buone pratiche” nell’ambito della prevenzione, sia per realizzare un processo di integrazione fra culture diverse, considerando che le donne immigrate si rivolgono ai servizi quasi sempre per la gravidanza. In virtù di questo anche nel PRS si è concentrata l’attenzione su quelli che sono i servizi a tutela della salute femminile quindi sui consultori familiari e sui reparti di ginecologia ed ostetricia degli Ospedali.
Le donne pugliesi a livello nazionale hanno una delle più alte aspettative di vita nonostante la Puglia detenga alcuni primati negativi, soprattutto relativi alle Interruzioni Volontarie di Gravidanza e alla qualità del parto (con una delle massime punte nazionali di Taglio Cesareo).
L’altro aspetto fondamentale è quello della prevenzione delle Interruzione Volontaria di Gravidanza che si potrà realizzare soltanto fornendo alle strutture territoriali (Consultori soprattutto) strumenti efficaci e realizzando finalmente quanto previsto dalla legge 194.
A questo proposito la Giunta Regionale ha varato un provvedimento per la distribuzione gratuita dei contraccettivi nei Consultori Familiari che, se pur con una serie di ritardi, sta procedendo e sarà in attuazione al più presto. La situazione delle IVG in Puglia va certamente affrontata con un piano più ampio di riorganizzazione dei centri nei quali si eseguono, o dovrebbero essere eseguite, dando soprattutto a tutte le donne della Regione la possibilità di scegliere anche l’aborto medico che attualmente è disponibile solo per una sparuta minoranza di donne baresi.
Riconosciamo l’impegno dell’Assessorato alle Politiche della salute anche a dotarsi di strumenti per la programmazione, il coordinamento e la verifica degli interventi con l’istituzione dell’Osservatorio sulla salute e il benessere delle donne. Individuare gli Ospedali con il “Bollino Rosa”, cioè con servizi dedicato alle donne, può essere uno strumento utile a sollecitare i direttori sanitari dei presidi ospedalieri ad una maggiore attenzione alla salute di genere.
I medici obiettori e non, comunque, sono tenuti a dare la corretta informazione alle donne di tutto ciò previsto dalle leggi vigenti.
Ludovico Abbaticchio Resp. Dip. Reg, Sanità PD
Teresa Zaccaria Pari Opportunità PD
Lunedì 28 Luglio 2008
Il capogruppo alla Regione del PD, Antonio Maniglio e Giuseppe Pirro, coordinatore dell’esecutivo regionale del PD, hanno diffuso la seguente nota: “Anche i rettori pugliesi costretti a manifestare contro i tagli del governo Berlusconi. La manifestazione di oggi, a Bari, è la prova evidente che le scelte della destra hanno compattato la società: dai precari ai docenti universitari, dai medici ai poliziotti, dagli insegnanti a sindaci e ai presidenti delle regioni.Ma i tagli all’Università sono particolarmente odiosi perché colpiscono la più alta istituzione culturale e formativa e, in conseguenza di ciò, fanno regredire il nostro paese sulle sfide dell’innovazione, della ricerca, della formazione.Si leggano gli esponenti della destra il documento della CRUI (conferenza dei rettori delle Università italiane). E’ denunciata la progressiva iduzione, su un arco quinquennale, del fondo di finanziamento ordinario e, insieme, la limitazione delle assunzioni di personale nella misura del 20% rispetto alle cessazioni di servizio.Ecco il meccanismo perverso che sarà scaricato sulle famiglie: l’inevitabile aumento dei costi, sommato ai tagli previsti per i prossimi cinque anni, comporterà inevitabilmente l’aumento delle tasse per gli studenti. Nello stesso tempo si daranno meno servizi agli studenti, si colpirà la funzionalità scientifica degli atenei e si provocherà, in definitiva, il loro declino. La protesta dei rettori, dei docenti e di tutto il personale delle università pugliesi, non solo quindi è legittima ed ampiamente motivata ma richiama l’insieme della società a pensare al futuro, a una crescita della nostra regione che - come testimoniano le esperienze più avanzate - deve fondarsi sulla conoscenza, sul sapere, sulla ricerca.”
Lunedì 28 Luglio 2008
Comunità montane: ridurre la spesa, riorganizzare il sistema, associare in tre soli enti tutti i comuni montani e semimontani della Puglia. Questi, nelle parole dell’assessore regionale Guglielmo Minervini, gli obiettivi del disegno di legge di riordino, all’esame di tre commissioni congiunte del Consiglio regionale: enti regionali, sviluppo economico, affari istituzionali.”La seduta è stata dedicata alla relazione introduttiva del rappresentante del governo regionale. Abbiamo incardinato l’argomento - ha dichiarato il presidente della seconda, - e contiamo di esaminare nel merito e licenziare il ddl dopo la pausa estiva, in modo da consentire al Consiglio regionale di approvarlo come legge entro la scadenza di fine settembre”. La Finanziaria 2008 ha fissato norme di riduzione della spesa, chiedendo alle Regioni di legiferare nelle aterie indicate e prevedendo sanzioni in caso di inosservanza. Nel caso pugliese si giungerebbe “all’automatica riduzione alla sola comunità montana del Subappennino - ha spiegato l’assessore - ma la Giunta regionale ha deciso di definire l’ iniziativa legislativa. Altre cinque lo hanno già fatto”. Due le ragioni della scelta, che punta a conservare i 4 milioni e mezzo di euro di risorse nazionali assegnati annualmente per interventi delle comunità montane pugliesi sul territorio.”Da un lato - ha fatto presente Minervini - vogliamo operare una sensibile, massiccia riduzione dei costi di gestione delle comunità, che ora finiscono per assorbire quasi totalmente le risorse pubbliche trasferite. Puntiamo sul forte snellimento dell’impianto gestionale e calcoliamo di far scendere al 30% la percentuale dei finanziamenti (ora tocca l’80%) assorbita dalle spese di funzionamento delle comunità. Il 70% delle risorse sarebbe effettivamente al servizio nelle zone disagiate”.Il secondo degli obiettivi è conservare le risorse qualificandone la spesa. Si dovrebbe ottenere riducendo a tre le comunità (Appennino Dauno, Gargano e Murge), ridisegnando e snellendo l’articolazione territoriale, tagliando drasticamente i costi. Viene del tutto eliminata la “chiacchierata” terza categoria: quella dei comuni svantaggiati (anche a livello del mare). Il criterio resta oggettivo: comuni geograficamente situati sui rilievi.”Ci sembra una buona mediazione, una legge va adottata se vogliamo conservare le rimesse statali - ha concluso l’assessore Minervini - ma se a livello nazionale dovesse emergere l’orientamento a cancellare le comunità montane, il governo regionale non avrebbe difficoltà ad adeguarsi. Il punto è non perdere i 4,5 milioni di euro ed è quello che avverrebbe, allo stato attuale, in mancanza di indicazioni statali, sostituendo alle comunità le unioni di comuni montani, come richiesto dall’Anci. Di fatto, però, le comunità montane da noi ridisegnate ricalcano proprio queste unioni”.
Sabato 26 Luglio 2008
Si è tenuta questa mattina l’annunciata Conferenza Stampa del P.D. sui tagli del governo alla sicurezza e alla difesa, che è stata tenuta da Donato PENTASSUGLIA, Segretario provinciale e dall’on. Ludovico VICO; l’incontro è stato coordinato da Luciano SANTORO, Vice Segretario provinciale. Riportiamo di seguito una sintesi degli argomenti affrontati.
“I tagli alla sicurezza ci sono, eccome, e superano i 3,5 miliardi di euro rispetto quanto assegnato dalla finanziaria del governo Prodi. Quelle cifre, giudicate a suo tempo con parole durissime perche’ insufficienti, subiscono oggi tagli drammatici da chi a suo tempo le criticava. E io, come cittadino prima ancora che parlamentare, ne sono fortemente preoccupato”.
“Queste scelte non resteranno senza conseguenze, e le ripercussioni si avranno - per essere chiari - anche sul numero di volanti e di uomini nelle nostre città, sulla loro operatività”.
“Siamo in presenza di una politica veramente incoerente e piena di proclami sulla sicurezza nelle città, che poi si concretizza in tagli ai ministeri e in norme che penalizzano retribuzioni e status giuridico di poliziotti, militari e vigili del fuoco”.
“Dove sta tutta questa preoccupazione per la sicurezza dei cittadini sbandierata in campagna elettorale dalla destra quando si tagliano le volanti e gli organici?”
Con il voto di fiducia al Decreto Legge 112, votato alla Camera dal centrodestra Lunedì scorso, il Governo ha operato un taglio al Ministero degli Interni senza precedenti.
Il bilancio del Ministero degli Interni avrà una riduzione di 413.727 migliaia di euro nel 2009, 462.231 migliaia di euro nel 2010 e 798.914 migliaia nel 2011.
Alla missione “ordine pubblico e sicurezza” si opera un taglio che ammonta a più di un miliardo così suddiviso: 263.497.000 euro nel 2009, 283.089.000 euro nel 2010 e 492.727.000 euro nel 2011.
La “missione ordine pubblico” subisce riduzioni radicali anche nei Ministeri Economia, infrastrutture e politiche agricole.
Altro capitolo dolente riguarda il Ministero della Difesa e le forze armate.
Le riduzioni previste sono di 503.735.000 euro nel 2009, 478.099.000 euro nel 2010 e 834.508.000 euro nel 2011.
La “missione ordine pubblico” subisce riduzioni radicali anche nei Ministeri Economia, infrastrutture e politiche agricole.
“Lo stesso Capo di Stato maggiore, il generale Camporini in sede di Audizione alla Commissione Difesa, ha tracciato un quadro drammatico rispetto ai tagli lineari subiti dal ministero della Difesa per 1.815 milioni di euro. Il generale ha affermato che questi tagli provocheranno un rapido decadimento operativo delle forze armate, con rischi di insolvenza anche a livello internazionale, con capacità operative sotto gli standard Nato. Con questa manovra economica avremo settemila reclutamenti in meno nel 2009 e dal 2010 al 2015 non ci saranno più reclutamenti. Potremmo chiudere dal 2010 tutte le scuole delle Forze armate perché non ci sarà più nessuno da addestrare e vi sarà un invecchiamento di tutte le nostre Forze armate”.
“Io penso che quando un governo, uno Stato, toglie senza criterio alcuno, gli strumenti necessari per consentire di fare bene il proprio lavoro alle forze di polizia, alla forze armate e ai vigili del fuoco, allora siamo veramente messi male. Mi auguro che, quanto prima, questo governo riveda queste scelte che non fanno che aumentare la sfiducia e la rabbia dei cittadini nei confronti della politica”.
Nei giorni scorsi i sindacati delle forze dell’ordine e armate, che abbiamo incontrato durante la loro protesta, ci hanno segnalato che questi tagli impediranno l’acquisto di autovetture, mezzi, strumenti utili per svolgere “la sicurezza” ai cittadini e al paese. Diminuiranno le risorse per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e delle infrastrutture. Ci hanno altresì aggiunto che la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle forze di polizia e delle forze armate subirà una riduzione di 40 mila operatori dovuta al mancato turnover del personale e alla “nefasta” previsione di sospensione volontaria dal servizio con collocamento coatto in pensione per anzianità contributiva.
Di conseguenza saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli sul territorio.
E ancora: vengono emanati nuovi provvedimenti (Pacchetto Sicurezza) legislativi che attribuiscono nuove incombenze alle forze dell’ordine e alle forze armate e contemporaneamente si adottano “tagli di spesa“. In questi tagli è prevista la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per le indennità connesse all’operatività (servizi in strada, controllo del territorio, sicurezza interna ed internazionale del paese), avendo già escluso le forze dell’ordine e armate dalla detassazione del lavoro straordinario.
Infine è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria in caso di malattia, anche per infortuni sul lavoro.
L’on. Vico ha concluso il suo intervento con due annotazioni:
il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’8 marzo scorso- prima del voto del 14 aprile - rilasciò la seguente dichiarazione “daremo a polizia e forze dell’ordine, che sono state maltrattate dalla sinistra per motivi ideologici, maggiori fondi”;
un sindacato insospettabile di antipatia nei confronti dell’attuale maggioranza, cioè UGL ha dichiarato: “il 61% degli agenti di polizia vive con meno di 1.200 euro al mese”.
Sabato 26 Luglio 2008
Prosegue il tour di incontri e iniziative promosse dall’europarlamentare Enzo Lavarra per presentare il progetto di riconoscimento del marchio Unesco per la dieta mediterranea.Dopo Tunisi, Pescara e Lesina, gli ultimi giorni di luglio sono dedicati a Vietri sul Mare e a Gioia del Colle. Nella città campana l’On. Lavarra ha registrato il pieno interesse e sostegno al progetto da parte dell’assessore all’agricoltura della Provincia di Salerno Martinangelo e del famoso chef Alfonso Iaccarino, che ha assicurato il suo contributo a partire da una descrizione degli aspetti gastronomici della dieta mediterranea in occasione di un’audizione pubblica sul tema che si terrà prossimamente al Parlamento Europeo.
Lunedì 28 luglio tocca invece a Gioia del Colle, alla presenza degli assessori regionale e provinciale Russo e Paladino. Nel castello cittadino, a partire dalle 19.00, Lavarra presenterà gli aspetti procedurali e di immagine connessi al riconoscimento Unesco di “Patrimonio culturale immateriale dell’umanità” per i prodotti tipici che costituiscono la sana dieta mediterranea.
Lavarra illustrerà la recente risoluzione del Parlamento Europeo, che segue l’iniziativa avviata dall’ex ministro De Castro e dalla collega spagnola, e riferirà sull’ audizione pubblica che il prossimo 13 ottobre a Bruxelles presenterà sul piano economico, salutistico, politico e culturale il valore intrinseco della dieta mediterranea.
Nella città della mozzarella e del Primitivo Gioia del Colle Doc, dopo il saluto del sindaco Piero Longo, si confronteranno anche i rappresentanti di alcune realtà di valorizzazione delle produzioni territoriali come Stefano Genco del Gal Terra dei Trulli e di Barsento, Francesco Mastrangelo del Consorzio Doc e Francesco Caruso della Cia.
L’iniziativa cade a poche ore dalla definizione della legge regionale sulle enoteche e elaioteche pubbliche da istituirsi su base provinciale.
L’occasione potrebbe essere utile per avviare la discussione fra le istituzioni presenti relativamente alla candidatura della città di Gioia come sede dell’enoteca provinciale, candidatura paventata a suo tempo dallo stesso On. Lavarra.
“Il progetto di marchio Unesco per la dieta mediterranea - ha dichiarato Lavarra - è una grande occasione anche per rilanciare l’idea di un’offerta unica delle produzioni agricole mediterranee per superare l’attuale fase di competitività fra la sponda nord e quella sud. Occorre superare la logica della guerra commerciale e della mera disciplina doganale - che caratterizza purtroppo lo sterile negoziato in corso in sede WTO - per avviare invece una cooperazione scientifica, produttiva e commerciale fra tutte le agricolture del mediterraneo. Solo così - ha concluso Lavarra, potremo dare una risposta positiva sia alla crisi alimentare che all’insostenibile aumento dei prezzi a livello mondiale”.
L’obiettivo politico è quello della costruzione di un nuovo partenariato istituzionale ed economico euromediterraneo, unico livello territoriale in grado di rilanciare globalmente l’agricoltura di un’area che, in vista del processo di libero scambio, deve abbandonare la logica della competitività per avviarsi sulla strada della cooperazione.
Venerdì 25 Luglio 2008
Si terrà domani sabato 26 luglio alle 10.00 presso la sede provinciale di via Capotagliata, 18 a Taranto una Conferenza Stampa del P.D. sul tema:
“i tagli del governo alla sicurezza e alla difesa”.
Alla Conferenza Stampa parteciperanno Donato PENTASSUGLIA, Segretario provinciale, Luciano SANTORO, Vice Segretario provinciale, l’on. Ludovico VICO e Lino DE GUIDO, Vice Segretario cittadino.
Venerdì 25 Luglio 2008
“Esprimo solidarietà al sistema delle imprese edili salentine, oggi protagoniste di una manifestazione di protesta, certamente singolare, ma molto interessante nelle modalità e nella capacità dimostrata di tenere unite intorno ai temi della protesta tutte le associazioni di categoria, espressioni sia del sistema industriale che artigianale.
I temi rilanciati oggi dalle imprese, impongo di riflettere e di intervenire: il settore degli appalti pubblici, ad esempio, da tempo rivela diverse criticità, soprattutto nei sistemi di concepimento dell’appalto e di espletamento delle procedure, spesso ispirate alla regola del prezzo più basso, che non agevola la qualità. A ciò si aggiungono procedure farraginose dal punto di vista normativo che alimentano un vero e proprio regime di contenzioso permanente, che oltre ad allungare i tempi, carica di ulteriori e pesanti spese le imprese ricorrenti.
Altro tema nevralgico, i tempi esageratamente lunghi con cui le amministrazioni pubbliche ottemperano ai pagamenti, che evidentemente non possono essere più tollerabili, creando una forbice troppo larga con i tempi di pagamento della manodopera da parte delle aziende e di realizzazione dei servizi.
Per quanto riguarda, infine, il prezzario regionale, obiettivamente va rivisitato: nato già con qualche mal di pancia, oggi manifesta più che mai tutta la sua debolezza di strumento statico, a fronte di un mercato delle materie prime decisamente molto più dinamico. Altrettanto legittimo, dunque, che intorno ad un tavolo tecnico regionale che aggiorni e appronti il nuovo prezzario, siedano anche le imprese.
Per tali ragioni, il mio impegno sarà quello di promuovere un’apposita iniziativa, da concordare nell’immediato con l’assessorato regionale ai Lavori Pubblici, per affrontare il tema delle criticità dell’attuale prezzario regionale”
CARTA DI CREDITO - ONLINE
dal seguente link

TRAMITE BONIFICO
Intestato a:
PARTITO DEMOCRATICO DELLA REGIONE PUGLIA
Via Piccinni, 133 – 70122 BARI
presso la Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia Sede Bari
Codice IBAN: IT 54 O 01030 04000 000004628104
Causale: Contributo volontario Legge 2/97
| Lun | Mar | Mer | Gio | Ven | Sab | Dom |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 |
| 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 |
| 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 |
| 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 |
| 29 | 30 | 31 |