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Venerdì 28 Novembre 2008

MERCOLEDI' 3 DICEMBRE: L'acqua è un bene primario, pubblico, essenziale per il futuro della Puglia e dell'intera

L’acqua è un bene primario, pubblico, essenziale per il futuro della Puglia e dell’intera comunità. Il Partito Democratico vuole conoscere le tue idee e contribuire alla costruzione di [...] continua

Martedì 11 Novembre 2008

Puglia: le primarie dei giovani Democratici

    Venerdì 21 novembre si terranno le primarie dei Giovani Democratici per eleggere il Segretario Nazionale, il Segretario Regionale e le rispettive Assemblee. I seggi rimarranno aperti dalle ore [...] continua

Domenica 9 Novembre 2008

Dramma sfratti. In Puglia a rischio 1.130 famiglie.

Dramma sfratti in Puglia. Dei 71 Comuni considerati dalla legge (61 dell´89) “a alta tensione abitativa” (questo era il numero dei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE [...] continua

Giovedì 6 Novembre 2008

Al presidente degli Stati Uniti

   Caro senatore Obama la Sua vittoria può cambiare il mondo. La straordinaria affermazione da Lei conseguita nel voto per la Casa Bianca ci ha riempito di gioia: è un evento straordinario, un [...] continua

Giovedì 30 Ottobre 2008

Brindisi due eventi importanti nel campo della ricerca e della formazione.

Lunedì 27 si è sottoscritto presso la Cittadella della Ricerca il Protocollo d’intesa tra la stessa e la Camera di Commercio di Brindisi con la finalità di  sviluppare una reciproca [...] continua

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Venerdì 10 Ottobre 2008

Parte YouDem: la prima Social TV dedicata alla politica italiana

Sta per partire YouDem, la nuova televisione del Partito Democratico, che svilupperà i suoi contenuti sul satellite, al nuovo canale 813 di Sky, e su internet. Già da oggi, quindi ancor prima del 14 ottobre, data prevista per il lancio definitivo, è possibile inviare propri materiali filmati. YouDem sarà, quindi, una tv fatta anche di user generated contents, come Current TV, la tv di Al Gore.
Registrandoti, riceverai una mail di verifica e potrai subito partecipare da protagonista alla costruzione di una nuova televisione. Caricando i tuoi video, potrai proporre le tue idee, aprire discussioni tematiche con gli altri utenti, confrontarti con i politici e gli esperti presenti, sollevare questioni sociali da porre all’attenzione di tutti, con la certezza di essere ascoltato. Tutti i contributi saranno pubblicati, salvo quelli che contrastano con le leggi vigenti, e potranno partecipare fin da subito alla creazione dei programmi e del palinsesto.

YOUDEM.TV sarà visibile a tutti dal 14 ottobre 2008 su www.youdem.tv, via satellite sul canale 813 di SKY e su tutti i cellulari di terza generazione.


Martedì 7 Ottobre 2008

La manovra approvata: un giudizio d’insieme, a cura del Comitato economia e finanza del PD

Chi ha messo in sicurezza la finanza pubblica italiana è stato il Governo Prodi. Sono le previsioni tendenziali del DPEF di giugno scorso (scritto quindi dal Ministro Tremonti) ad evidenziarlo: senza nessun intervento correttivo l’indebitamento delle pubbliche amministrazioni sarebbe sceso al di sotto del 2% del Pil nei prossimi anni. Sono anche i dati sul fabbisogno dei primi 8 mesi del 2008 a confermarlo. Il sottosegretario Vegas, in una recente audizione in Parlamento, ha confermato quanto il Pd ha sostenuto fin da giugno scorso, ossia la sovrastima delle previsioni di fabbisogno per il 2008. Vi sono almeno 2,5 miliardi di euro da poter utilizzare.La strutturalità del risanamento compiuto e da proseguire consente oggi, di fronte ad una difficilissima fase internazionale e in una situazione di stagflazione per l’Italia (stagnazione + impennata dell’inflazione), di fare un intervento di riduzione delle tasse per i redditi da lavoro e da pensione. È un intervento necessario per sostenere il potere d’acquisto di decine di milioni di famiglie italiane, ossia larga parte delle classi medie, non solo “i poveri”. È un intervento necessario per evitare un ulteriore ripiegamento della nostra economia. Infatti, anche l’anemico andamento del Pil previsto nella Nota di Aggiornamento del DPEF appena presentata dal Governo, si regge sulla domanda interna. Una domanda interna in forte contrazione (vedi i dati sull’andamento dei consumi e delle spese per investimento delle imprese).
Considerati “i fondamentali” della nostra finanza pubblica e vista la situazione recessiva dell’economia italiana (di fronte ad una crescita media dei paesi euro dell’1,3%, noi siamo fermi), il DDL Finanziaria presentato dal Governo il 23 settembre è assolutamente inadeguato, omissivo, dannoso per il futuro del Paese. Sembra più l’elaborato tecnico della Ragioneria Generale dello Stato che un intervento politico all’altezza dei problemi dell’Italia.Vediamo perché:
la manovra complessiva continua ad avere un segno prociclico, ossia accentua le difficoltà dell’economia, delle famiglie e delle imprese italiane. In termini strutturali, inseguendo un ortodossia iperliberista (la critica al mercatismo è solo a chiacchiere), punta ad un attivo di bilancio per il 2011. Per affrontare la difficilissima congiuntura economica e sociale, proponiamo la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione attraverso un aumento medio delle detrazioni fiscali di circa 300 euro all’anno da restituire anche ai contribuenti “incapienti”. L’operazione è sostanzialmente compatibile con il percorso previsto per l’azzeramento dell’indebitamento netto, in quanto stimolerà crescita e gettito;
l’obiettivo di inflazione programmata confermato dal Governo (1,5% dal 2009 in avanti), nonostante i dati sui prezzi disponibili da giugno scorso, implica una massiccia redistribuzione di redditi a danno dei lavoratori e dei pensionati. È una scelta irresponsabile, una scelta che complica enormemente le trattative tra Confindustria e sindacati per i rinnovi contrattuali. Noi proponiamo un obiettivo di inflazione programmata più realistico (intorno al 2%), in grado di evitare una ulteriore brutale caduta del potere d’acquisto senza riavviare implicitamente la scala mobile;
il DDL Finanziaria accentua i tagli alla spesa per investimenti (arrivano a 5,5 miliardi di euro nel 2009 per poi crescere fino a 15 miliardi di euro nel 2011). Non si tagliano gli sprechi, si tagliano potenzialità di sviluppo. I tagli agli investimenti pubblici si aggiungono al sostanziale annullamento degli incentivi fiscali agli investimenti delle imprese private nel Mezzogiorno realizzato con i decreti fiscali di Giugno;
il DDL Finanziaria non prevede risorse per la social card e per gli incentivi fiscali per gli straordinari. Il Pd ha criticato duramente entrambe le misure. La prima perché è un’elemosina assolutamente inadeguata alle difficoltà di milioni di famiglie. La seconda perché sbagliata, in quanto non sostiene la produttività e non sostiene nemmeno i redditi in una fase recessiva, dove sono già in caduta libera le ore di straordinario. Ora, il Governo contraddice se stesso e conferma che entrambe le misure erano solo bandierine demagogiche;
le previsioni per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici sono inadeguate nelle quantità (2,8 miliardi di euro all’anno non sono sufficienti nemmeno a coprire l’inflazione programmata) ed umilianti per le forze sindacali, le quali si trovano di fronte ad inaccettabili atti unilaterali delle amministrazioni;
nel 2009, i Comuni perdono 1,5 miliardi di euro in trasferimenti dallo Stato. In particolare, trova conferma quanto il Pd ha sostenuto a giugno scorso: l’eliminazione dell’Ici è scoperta per mezzo miliardo di euro all’anno. Ossia pagano le casse dei Comuni, in altri termini pagano i cittadini più deboli l’eliminazione dell’Ici alle famiglie più benestanti;
l’andamento del gettito delle imposte indirette nel biennio 2008-2009 appare scontare un significativo aumento dell’evasione fiscale. In termini nominali, a fronte della previsione di un aumento del 7% dei consumi finali nazionali, il gettito da imposte indirette viene previsto sostanzialmente costante. In sostanza, spariscono 15 miliardi di euro in 2 anni, solo in minima parte giustificabili con l’andamento delle accise.


Sabato 27 Settembre 2008

Da martedì 30 settembre al 5 ottobre prima Festa Democratica a Bari: musica e politica nel programma.

Un momento della conferenza stampaSi chiama FestaBari ed è la prima festa del Partito Democratico della provincia barese. Tutto pronto all’Arena della Vittoria per l’inaugurazione prevista martedì 30 settembre, mentre la manifestazione proseguirà fino al il 5 ottobre.Conferenza stampa di presentazione questa mattina a Bari, nella saletta del PD regionale.Il segretario provinciale del PD, on. Dario Ginefra, ha dichiarato piena soddisfazione in merito al lavoro svolto in questi mesi dai Circoli del PD e ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento: “Penso che la festa del PD rappresenti il punto di partenza per restituire fiducia al nostro Paese. Siamo in una situazione in cui il Governo impedisce all’opposizione di fare opposizione, facendo venire meno il concetto stesso di ‘politica’.”E’ un momento particolare per l’Italia -ha continuato Ginefra- il nostro Paese sta attraversando una spaventosa crisi economica, partendo dalla drammatica vicenda di Alitalia, per non parlare della delicata situazione della giustizia, della scuola o di come si sta portando avanti il tema del federalismo. A rendere ancora più incerto il quadro politico, il Governo chiede il voto di fiducia perfino sulla Finanziaria”.Il segretario Walter Veltroni sarà presente venerdì 3 ottobre, Giuseppe Fioroni sabato 4 ottobre, Massimo D’Alema chiude il 5 ottobre. Con loro si affronteranno i temi più attuali, dalla pesante stagnazione economica al federalismo, dalla sanità alla giustizia, dalla sicurezza alle riforme istituzionaliFestaBari sarà un’occasione per entrare a contatto con la collettività: non ci sarà, quindi, solo politica, ma anche tanta musica, a partire dai concerti di MusicFesta (30 settembre e 1 ottobre) con sei gruppi emergenti, precedentemente selezionati, che saranno premiati a fine festa, passando attraverso la cover band di Ligabue (2 ottobre) e il concerto di Nicola Conte (3 ottobre), all’esibizione di una star come Marina Rei (5 ottobre).


Venerdì 26 Settembre 2008

Delitti motivati dall’odio prima firmataria: Anna Paola Concia

Con un unico articolo, la proposta di legge introduce specifiche misure contro i reati motivati dall’odio verso le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. Di fatto, viene aggiunta la fattispecie della discriminazione per ragioni di orientamento e identità sessuale al testo della legge Mancino che punisce già l’istigazione e i delitti motivati dall’odio etnico, religioso e razziale.Con questa proposta l’Italia si adegua alla risoluzione “Sull’omofobia in Europa”, (n.0018/2006), del Parlamento Europeo, approvata il 18 gennaio 2006, a larga maggioranza, con voto favorevole di gran parte dei membri del Partito popolare. La risoluzione parifica l’omofobia e la transfobia (odio verso le persone transessuali) al razzismo, al sessismo e all’antisemitismo. La risoluzione invita  invitato gli Stati a prendere misure di carattere penale per contrastare il fenomeno. L’intento è stato ribadito anche nel 2007 con un nuovo atto dai simili contenuti.Francia, Germania, Norvegia, Svezia, Olanda, sono solo alcuni degli stati che hanno già adottato le misure caldeggiate dal Parlamento Europeo.Secondo i dati forniti dall’Arcigay, tra il 2006 e il 2007 si sono registrati almeno 43 reati tra omicidi, violenze e atti vandalici che hanno causa nell’odio omofobico. Nel 2008, solo nella città di roma, sono stati commessi almeno sette gravi atti di violenza omofobica.


Lunedì 22 Settembre 2008

Mineo: “No al nucleare, la Puglia già produce energia in eccesso”

“Le voci - rilanciate dalla senatrice Manieri - secondo le quali il governo nazionale avrebbe ipotizzato la localizzazione in Puglia di una centrale nucleare e delle scorie delle vecchie centrali nucleari suscitano allarme.La nostra Regione si è dotata di un Piano energetico e ambientale. Sta lavorando con grande determinazione per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili. I risultati sin qui raggiunti sono straordinari: la Puglia è la Regione leader in Italia nel settore dell’eolico e, presto, lo sarà nel settore del fotovoltaico. Sta mettendo in campo progetti di grande importanza nel campo della sperimentazione, soprattutto collegata alla utilizzazione dell’idrogeno.Il progetto è quello di aumentare la produzione di energia all’interno di un progetto più complessivo di riconversione ecologica, basato sull’aumento della produzione derivante da fondi rinnovabili e sulla contemporanea riduzione della produzione derivante da tecnologie inquinanti.Ma il dato più importante, da cui non si può prescindere, è quello relativo ai livelli di produzione energetica. Com’è noto, la Puglia produce l’88% in più di energia rispetto al proprio fabbisogno. E’, dunque, una Regione, almeno da questo punto di vista, assolutamente virtuosa, nel senso che da anni - e, oggi, ancora di più - si fa carico di una parte rilevante del fabbisogno energetico dell’intero Paese.Come è pensabile che una Regione che si è fatta carico e continua a farsi carico della produzione di una grande quantità di energia per il resto del Paese, possa essere individuata come territorio in cui allocare una centrale nucleare e una parte delle scorie delle vecchie centrali nucleari?Il grande problema che si pone è, se mai, come compensare la Puglia per l’impegno di cui si è fatta carico sino ad oggi al servizio dell’Italia, non solo in campo energetico ma anche in quello dei rifiuti di Napoli. Questo è il tema sul tappeto e, certamente, non altro”.


Lunedì 22 Settembre 2008

Vico: “Il Sud paga la politica di arretramento”

Carlo Levi avrebbe di che riscrivere dopo il suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, probabilmente trovando ispirazione sull’isolamento in cui questo Governo ha deciso di lasciare il Sud.Parole dure, quelle del parlamentare del PD, Ludovico Vico, che interviene nuovamente sul caso “treni” dopo l’ennesimo guasto sulla tratta che da Taranto porta a Roma.Questa volta il blocco si è registrato ieri sulla Taranto-Potenza-Roma e precisamente a Battipaglia.Un guasto che costringe i passeggeri a faticosi e fastidiosi trasbordi in autobus - commenta Vico - ma che soprattutto mostra in tutta la sua evidenza la politica di arretramento che impunemente si sta portando avanti a scapito degli interessi di tutti i meridionali.Ci hanno rifilato gli Eurostar City - dice il parlamentare pugliese - vecchi di trent’anni e si sono presi al Nord e per l’alta velocità che lì funziona gli ETR 500. I treni che paradossalmente stanno colmando il vuoto e il disservizio lasciato dal dramma Alitalia che si sta consumando in queste ore. Così - dice Vico - il Sud paga con il danno, la beffa, rimanendo sprovvisto di treni moderni, quelli che al nord assicurano il trasporto di quei voli che qui non arriveranno mai.E quel diritto inviolabile e costituzionale alla mobilità, allo scambio?Un servizio che si ferma al Nord - sottolinea l’on. Vico - con un progetto di federalismo che così non si può fare.Monta dunque la polemica di questi giorni con l’utenza sempre più bistrattata.Hanno ragione tutti i cittadini che sono costretti dal lavoro o da altre esigenze a muoversi con quei treni ad essere arrabbiati - conferma Ludovico Vico - credo che l’ira salirebbe se sapessero come funziona la riparazione dei rotabili nelle officine di Taranto, Lecce, Bari e Foggia. Si prendono i pezzi di ricambio da locomotori in panne e si mettono sui mezzi per farli ripartire alla meno peggio. Puntualmente c’è il guasto.Moretti (Amministratore Delegato di Trenitalia - ndr) e il ministro Matteoli ci dicano cosa intendono fare e non ci raccontino favole - dice Vico - così come sarebbe auspicabile che il sottosegretario Mantovano non inventasse soluzioni dell’ultimora che poi di fatto sopprimono le soste dei treni a Brindisi lungo la tratta Lecce-Milano. Abbiamo bisogno di interventi seri - conclude - che caso mai cancellino il triste primato di ritardi record in otto mesi sulla Lecce-Torino.Carlo Levi avrebbe di che riscrivere dopo il suo “Cristo si è fermato ad Eboli”, probabilmente trovando ispirazione sull’isolamento in cui questo Governo ha deciso di lasciare il Sud.Parole dure, quelle del parlamentare del PD, Ludovico Vico, che interviene nuovamente sul caso “treni” dopo l’ennesimo guasto sulla tratta che da Taranto porta a Roma.Questa volta il blocco si è registrato ieri sulla Taranto-Potenza-Roma e precisamente a Battipaglia.Un guasto che costringe i passeggeri a faticosi e fastidiosi trasbordi in autobus - commenta Vico - ma che soprattutto mostra in tutta la sua evidenza la politica di arretramento che impunemente si sta portando avanti a scapito degli interessi di tutti i meridionali.Ci hanno rifilato gli Eurostar City - dice il parlamentare pugliese - vecchi di trent’anni e si sono presi al Nord e per l’alta velocità che lì funziona gli ETR 500. I treni che paradossalmente stanno colmando il vuoto e il disservizio lasciato dal dramma Alitalia che si sta consumando in queste ore. Così - dice Vico - il Sud paga con il danno, la beffa, rimanendo sprovvisto di treni moderni, quelli che al nord assicurano il trasporto di quei voli che qui non arriveranno mai.E quel diritto inviolabile e costituzionale alla mobilità, allo scambio?Un servizio che si ferma al Nord - sottolinea l’on. Vico - con un progetto di federalismo che così non si può fare.Monta dunque la polemica di questi giorni con l’utenza sempre più bistrattata.Hanno ragione tutti i cittadini che sono costretti dal lavoro o da altre esigenze a muoversi con quei treni ad essere arrabbiati - conferma Ludovico Vico - credo che l’ira salirebbe se sapessero come funziona la riparazione dei rotabili nelle officine di Taranto, Lecce, Bari e Foggia. Si prendono i pezzi di ricambio da locomotori in panne e si mettono sui mezzi per farli ripartire alla meno peggio. Puntualmente c’è il guasto.Moretti (Amministratore Delegato di Trenitalia - ndr) e il ministro Matteoli ci dicano cosa intendono fare e non ci raccontino favole - dice Vico - così come sarebbe auspicabile che il sottosegretario Mantovano non inventasse soluzioni dell’ultimora che poi di fatto sopprimono le soste dei treni a Brindisi lungo la tratta Lecce-Milano. Abbiamo bisogno di interventi seri - conclude - che caso mai cancellino il triste primato di ritardi record in otto mesi sulla Lecce-Torino.


Sabato 20 Settembre 2008

Il Consiglio in Fiera. Trattato di Lisbona, Europa e Mezzogiorno.Pepe: “Oggi occorre stare insieme. Un solo Paese da solo non ce la fa”.

Europa, integrazione politica ed economica, ruolo del mezzogiorno e della Puglia, immigrazione e infrastrutture, fondi strutturali e trattato di Lisbona. Su questi temi, ma più in generale sullo stato dell’arte della politica e sulla necessità, tutti quanti, di sentirsi un po’ più cittadini europei, si è sviluppato un confronto a più voci, moderato dal direttore Lino Patruno, tra il presidente del Consiglio regionale pugliese, prof. Pietro Pepe, gli europarlamentari Enzo Lavarra e Salvatore Tatarella e il preside della facoltà di scienze politiche dell’Università di Bari, Ennio Triggiani. Punto di partenza naturalmente,  le luci e le ombre del nuovo trattato di Lisbona sull’Unione Europea, approvato il 13 dicembre del 2007 e in via di ratifica. “A Lisbona - ha detto il presidente Pepe aprendo i lavori - l’Europa dei 27 ha compiuto un passo in avanti sulla strada della reale integrazione sociale e politica per poter affrontare adeguatamente le grandi sfide della globalizzazione. Non è stato semplice pervenire ad un accordo sulla nuova carta costituzionale europea, dopo la fase di stallo susseguita all’esito negativo dei referendum svoltisi in Francia e Olanda nel 2005. Uno stop - ha proseguito il presidente - che aveva alimentato il vento contro l’unificazione europea e che, con non poca fatica, è stato fronteggiato poiché, nonostante tutto, è alta e diffusa la consapevolezza che i temi della modernità non possono essere affrontati singolarmente da ogni Stato, ma necessitano di una nuova e più alta capacità d’integrazione. Di fronte alla crisi della Georgia, per esempio, l’Europa ha parlato con una sola voce. E questo è stato un enorme passo in avanti per l’integrazione politica dell’Europa. Oggi occoorre stare insieme perchè per affrontare le grando sfide, un Paese, da solo, non ce la fa”. Poi, una raccomandazione del presidente Pepe alla politica. “Evitiamo - ha detto - che il baricentro della politica venga spostato verso il Nord, tralasciando il Sud e il Mezzogiorno”.Nello stand del Consiglio regionale dunque, in Fiera del levante, e nell’ambito delle iniziative promosse dal Consiglio e dalla Teca del Mediterraeno, si è respirata per un paio d’ore una buona aria europea, foriera di novità anche per la Puglia. Prima fra tutte, evidenziata dall’europarlamentare del Pd Enzo Lavarra, la disponibilità per la nostra regione, di 7 miliardi di euro per il periodo 2007/2013 da destinare ad investimenti su grandi settori, quali ad esempio i trasporti, la sostenibilità ambientale e la ricerca. “Questa è una opportunità straordinaria per i nostri territori e per il Mezzogiorno - ha detto Lavarra aggiungendo anche che “utilizzare bene queste risorse europee aumenta la sensibilità degli stessi commissari europei. E bene farebbe la Puglia a mettere su una cabina di regia per integrare la partita dei fondi strutturali europei con quelli nazionale e regionali”. Per Salvatore Tatarella “la Puglia è già in ritardo perchè siamo alle soglie del 2009 e stiamo parlando di fondi 2007/2013 e ancora nulla è stato speso”. Occoorre dunque per il parlamentare europeo di An “accelerare le procedure e accelerare le decisioni perchè la politica perde troppo tempo. La regione invece deve saper scegliere presto e programmare”. Ma non bastano solamente i soldi per un Mezzogiorno ancora in affanno, e soprattutto in tempi di federalismo. Per Tatarella ci vogliono risorse, rtiforme e cambiamento culturale e occorre “liberare la politica dal localismo”. Per Lavarra il compito politico che ora ci si trova davanti “è quello di esercitare la propria responsabilità di rovesciare quel meccanismo distorto che vede la politica lavorare non per il bene comune bensì per l’autoriproduzione di se stessi”.  Tra gli argomenti affrontati, il dificile momento che sta vivendo comunque l’Unione europea tra veti incrociati e referendum popolari. “Un momento delicatissimo che necessita dell’applicazione immediata del trattato di Lisbona” per il preside della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari, Ennio Triggiani per il quale non è affatto possibile utilizzare lo strumento referendario su argomenti così profondi e complessi. “Siamo una democrazia parlamentare - ha detto Triggiani - e non è più possibile operare per veti. Occorre approvare a maggioranza. Occorre riformare il sistema”. Enzo Lavarra ha ipotizzato un’Europa a due velocità. “Bisogna agevolare la cooperazione rafforzata. Ci sono dei temi cruciali e delle priroità sulle quali alcuni paesi, con una comune responsabilità, devono intervenire. Gli altri evdientemente, lo faranno successivamente, in un secondo momento. Ma l’Europa deve essere una grande forza politica”.


Sabato 20 Settembre 2008

Nucleare: pronto l’emendamento dell’on. Vico,Il parlamentare PD: “il sito unico nazionale per le scorie radioattive si individui di concerto con i territori e la popolazione. Nessuna decisione dall’alto”

Nucleare: dopo la diffidenza delle Regioni ora anche un emendamento al disegno di Legge in discussione alla Camera a partire da mercoledì prossimo, dell’on. Ludovico Vico.Sul nucleare non si può accettare nessuna decisione dall’alto - dice il parlamentare del PD - Il sito unico nazionale per le scorie radioattive non dovrà essere individuato senza rispettare i principi fondamentali della concertazione con le istituzioni del territorio e del consenso della maggioranza di cittadini.Si alleano e si sovrappongono, dunque, le posizioni di Vico e degli assessori all’ambiente ed ecologia delle Regioni italiane, questi ultimi ascoltati dal Ministero dello Sviluppo Economico promotore di una nuova stagione del nucleare in Italia.Le Regioni hanno espresso perplessità sulle modalità di individuazione del sito che dovrà ospitare le scorie radioattive del passato - commenta Vico - e a giusta ragione visto che il Governo si riserva una decisione che rischia di pesare notevolmente sul futuro di quei territori che saranno interessati allo smaltimento.Così l’emendamento che nell’Atto della Camera 1441, all’articolo 15 definisce la delega al Governo per la definizione dei criteri di localizzazione dei siti  nucleari e delle misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate.L’emendamento chiede al comma 1 dopo le parole “di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare” di aggiungere le parole “e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano” e dopo le parole “i criteri per la disciplina” l’aggiunta del segmento “della selezione di un sito nazionale dove realizzare il deposito di scorie radioattive prodotte esclusivamente nel passato”.L’emendamento - dice Vico - tende essenzialmente a porre un punto fermo su due questioni fondamentali: la concertazione e la certezza di uno smaltimento legato soltanto a quello già esistente e non alle scorie che potrebbero essere prodotto ex novo.L’emendamento è firmato anche dagli onorevoli Lulli, Benamati, Fadda, Froner, Marchioni, Peluffo, Portas, Quartiani, Sanga, Scarpetti, Testa e Zunino.


Giovedì 18 Settembre 2008

Dichiarazione dell’on. Ludovico Vico sul federalismo

Dopo due bozze e un testo ufficiale pre-adottato dal Consiglio dei Ministri si continua ad escludere il Parlamento, le Regioni e le Autonomie Locali. Nel Testo la normativa non è chiara e soprattutto non si evincono le quantità di risorse finanziarie da spostare, i diritti dei cittadini e le opportunità.A questo punto rivolgo al Ministro Fitto le seguenti domande:

·         il Ministro dell’Economia, Tremonti, ha fornito a qualcuno i dati, le cifre precise sui costi standard dei servizi e sui livelli essenziali delle prestazioni?

·         cosa intende il Governo per “livelli uniformi delle prestazioni” nello Stato Unitario?

·         come saranno definiti gli standard (esempio nella sanità)?

·         come avverrà la “misurazione fiscale” nelle regioni meridionali dal momento che le “sedi legali” delle aziende industriali, dei servizi e delle finanziarie risiedono quasi tutte al nord?  che è cosa diversa dalla territorializzazione prevista dall’art. 2 e 5 del ddl;

·         cosa si intende mettere al centro del Federalismo: il “delta” tra entrate ed uscite o la spesa pro capite per abitan

·         nelle regioni a statuto ordinario come la Puglia cosa accadrà per le “Accise” (solo a Taranto lo Stato ricava ogni anno dalla Raffineria 3 Miliardi di Euro).


 


Sabato 13 Settembre 2008

Emiliano inaugura la 72^ Fiera del Levante

Signore e signori benvenuti a Bari all’inaugurazione della 72^ Fiera del Levante.
Il saluto va innanzitutto ai lavoratori, agli studenti e alle famiglie che qui fuori stanno manifestando a difesa della scuola pubblica. La città di Bari è vicina a tutti gli insegnanti e agli studenti d’Italia che non credono che la liquidazione dell’istruzione pubblica corrisponda agli interessi del Paese. Signore e signori, benvenuti in una città del sud che non si arrende, che lotta, che mantiene la schiena dritta e può guardare negli occhi chi pensa di adoperare l’immondizia di Napoli per piegare la resistenza di tutti i meridionali. Benvenuti nella città italiana che ha avuto il più alto incremento della raccolta differenziata negli ultimi tre anni. Benvenuti a Bari, dove chi spaccia droga viene oggi arrestato e condannato; dove chi scippa turisti stranieri prende tre anni di carcere. Viviamo in una città dove chi vuole fare il mafioso sa che lo aspetta la galera per il resto della sua vita. Nell’unico Comune d’Italia, e forse del mondo, che ha un’agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata riconosciuta dall’ONU. Un Comune che istituzionalizza l’antimafia sociale di don Luigi Ciotti. Dove le discoteche confiscate alla mafia vengono trasformate dal Presidente della Regione in luoghi di aggregazione consacrati alla legalità ed alla responsabilità. Dove il 15 marzo scorso centomila italiani hanno marciato contro tutte le mafie del mondo. Bari è la città di Lella e Pinuccio Fazio, di Francesca e Vito Marchitelli, genitori di due vittime innocenti della mafia. Eroi che girano tutte le scuole della città perché ai figli degli altri non accada ciò che è accaduto ai propri. Ma per fortuna Bari è anche il Comune dove l’esercito per le strade è gradito al sindaco ed ai cittadini. Grazie Presidente per aver avuto il coraggio di cominciare e la prego di andare avanti su questa strada, meglio se aumentando gli effettivi delle forze di polizia che sono specificatamente addestrate al compito. Meglio ancora se si eviteranno i tagli che il suo Governo e, devo dire, anche il precedente, hanno operato in materia di sicurezza. Ma torniamo alle cose belle.
Benvenuti nella città che, unica Amministrazione in Italia, è stata premiata dal WWF, perché in ossequio alla legge Berlusconi ha abbattuto Punta Perotti e l’ha trasformata nel più grande prato verde della città. Fu lei ad esprimere questo desiderio e fu lei a trasformarlo in legge. Colgo l’occasione per ricordare ad alcuni dei suoi che nessuno può essere chiamato a risarcire un privato per avere semplicemente obbedito ad una legge. Al massimo può essere lo Stato a rispondere davanti all’Alta Corte di giustizia della conformità ai trattati europei delle sue leggi, ma in nessun caso la città di Bari. Sappia però che considero necessario che il Parlamento dirima una volta per tutte le incertezze interpretative su una legge che prevede la confisca delle aree oggetto di lottizzazione abusiva anche nei casi di concessioni effettivamente rilasciate e di assoluzione degli imputati. La certezza del diritto nell’attività edilizia va ripristinata infatti anche in questo Paese, altrimenti sarà impossibile attrarre sul mercato internazionale i capitali che sono necessari alla trasformazione urbana dei nostri quartieri più degradati.
Non basta infatti solo il danaro pubblico.
Neppure quello del Piano Casa del suo Governo, Presidente, che (spero senza volerlo) ha tolto alla città di Bari nove milioni di euro che ci avrebbero consentito oggi di avere cantieri già aperti e 100 appartamenti tra due anni. Non basta neppure ciò che abbiamo fatto in questi quattro anni e cioè ristrutturare tutto il patrimonio di case popolari del Comune portando l’investimento per le manutenzioni da 600mila euro a 15milioni. Servono anche strategie di mobilità innovative che possano ricucire le ferite urbanistiche dei drammatici anni Sessanta.
Presidente, questa è la città che finalmente, dopo trent’anni di tentativi, farà funzionare la sua prima metropolitana di superficie. Per questo ringrazio il presidente Vendola e il suo assessore ai trasporti. Un passo avanti concreto e decisivo per ridare dignità a migliaia di cittadini delle nostre periferie. Cittadini che da qualche anno a questa parte stanno faticosamente tornando ad essere Baresi a tutti gli effetti. Se lo meritano, almeno quanto i loro concittadini che abitano in centro. Benvenuti nella città che ha l’orgoglio di rappresentare l’Italia in Europa per le politiche di mobilità ciclistica e che per queste politiche ha vinto due premi nazionali. Convincere noi baresi ad andare in bici e in autobus sembrava un obiettivo impossibile. Invece, nonostante la nostra proverbiale pigrizia, abbiamo capito che rinunciare alla macchina e lasciarla nei parcheggi periferici non solo fa bene ai nostri polmoni, ma anche al nostro portafogli. Un barese che usa ogni giorno il Park and Ride e raggiunge il centro col bus-navetta, risparmia in media 700 euro in un anno.
Abbiamo portato a termine questa rivoluzione ecologica ed economica senza bisogno di ottenere, come a Milano, poteri speciali per il sindaco. E senza spendere milioni di euro in garage sotterranei non sempre indispensabili. Il più giovane assessore della mia giunta, un ingegnere trasportista laureatosi al Politecnico di Bari, tra poco rimetterà in esercizio filobus comprati dieci anni fa e mai utilizzati, rimediando ad un assurdo spreco di danaro pubblico.
Signore e signori, siete oggi nella città metropolitana meno costosa di ogni altro capoluogo di regione, con soli 2000 dipendenti, compresi i vigili urbani. Ringrazio pubblicamente i dipendenti, i dirigenti e i sindacati aziendali perché hanno contribuito in questi quattro anni ad aumentare la produttività portando gli investimenti effettivi rispetto a quelli previsti in bilancio, dal 7 ad oltre il 65 per cento. Siamo anche il capoluogo di regione con una tassazione tra le più basse del Paese. Ma con la spesa per i servizi sociali tra le più alte del Mezzogiorno. Con la disoccupazione che diminuisce e con il PIL più alto della Regione. E con un recupero di evasione fiscale nell’ultimo anno che è stato il più alto della nostra storia recente. Siamo stati addirittura premiati dal Ministro Brunetta per le buone pratiche del nostro Piano Strategico.
Benvenuti dunque a Bari, una città che vuol bene a Berlusconi, che lo ha sempre votato massicciamente, anche il giorno in cui mi elesse sindaco. E se i baresi le vogliono così bene, Presidente, come potrei non volergliene anch’io… Lo so è una parola impegnativa “voler bene”. Diciamo allora che io spero, con sincerità e lealtà, che lei riesca a “voler bene” a questo Paese sopra ogni altro suo interesse. Io sono convinto che con un po’ di impegno può riuscirci.
Sa Presidente, è impossibile per me non tifare per l’Italia, chiunque la rappresenti. Pensi che riesco persino, con un po’ di fatica, a tifare Milan, quando gioca in coppa. L’ho apprezzata Presidente, nel ruolo che ha svolto durante la crisi in Ossezia. Lei é stato capace di mediare tra Stati Uniti e Russia, due Paesi amici, riconoscendo i torti di entrambi, in una vicenda che dimostra che l’energia, l’acqua e le vie di comunicazione saranno le questioni che decideranno del destino del mondo. È per questo Presidente, per consolidare la sua politica estera, che le chiedo di organizzare assieme alla città di Bari per il prossimo 19 dicembre la cerimonia di riconsegna della Chiesa ortodossa di San Nicola al Patriarcato di Mosca.
Sarei felice di averla qui il giorno in cui i baresi restituiranno ai nostri fratelli ortodossi la chiesa costruita a Bari dall’ultimo Zar. Noi vogliamo fare di Bari la città più russa d’Italia, dove possano confluire gli investimenti provenienti da quel paese, la città nella quale affidare a San Nicola il compito di favorire la riconciliazione tra i tutti i cristiani del Mondo.
Bari è dunque il luogo ideale per un grande pellegrinaggio nicolaiano. Ma se questo pellegrinaggio fosse contemporaneo ad una sezione dell’EXPO 2015 decentrata presso la Fiera del Levante, l’effetto combinato di queste iniziative potrebbe dar vita ad un grande evento. Bari, la sua provincia ed i trentuno comuni del suo piano strategico, possono senza indugio organizzare per il 2015 il più grande pellegrinaggio, ortodosso e cattolico, della storia, richiamando genti da ogni luogo del mondo in nome di San Nicola, contestualmente offrendo loro l’opportunità di visitare la sezione dell’esposizione universale dedicata ai paesi dell’est. Qualche mese fa ho parlato con il sindaco di Milano di questa ipotesi dando ruolo alla Fiera del Levante nella organizzazione dell’EXPO 2015. Se lei lo volesse, poi, signor Presidente, noi potremmo realizzare questo progetto anche con la Repubblica Federale Russa e col suo presidente Medvedev.
Ma una città, un’area metropolitana che vuole realizzare questo grande sogno, un evento doppio che duri un anno, può non essere uno degli hub della nuova Alitalia? Possiamo affrontare la realizzazione del nostro piano strategico vedendo diminuito anziché potenziato il ruolo del più bell’aeroporto dell’Adriatico? I grandi alberghi e le strutture turistiche che sorgeranno nell’area metropolitana, i milioni di turisti che in nave ed in aereo giungeranno a Bari ed in Puglia, gli uomini d’affari del medio ed estremo oriente, dell’est europeo e dei balcani, dell’India e delle Americhe che verranno a Bari nel 2015 hanno bisogno di un grande aeroporto internazionale. Si aggiunga che tale progetto potrebbe agevolare non poco la candidatura della nostra città come Capitale europea della cultura che ci accingiamo a presentare sempre in vista del 2015. Da soli, senza la Regione Puglia, senza la Provincia, senza i Comuni dell’area metropolitana, senza l’Italia, tutto questo sarebbe irrealizzabile. Come sarebbe stato impossibile per Milano ottenere l’Expo senza avere dietro di sé tutto il Paese. Ma attenzione: noi non stiamo chiedendo che il nord ci venga a salvare. In Puglia ci siamo già salvati da soli. Senza chiedere niente a nessuno. Solo che ora vogliamo crescere, vogliamo lavorare, vogliamo studiare e migliorare le nostre virtù civiche. Vogliamo più di ogni altra cosa essere utili all’Italia e sentirci italiani a tutti gli effetti. Vogliamo imparare dal nord la cultura d’impresa e ad aver fiducia nelle nostre capacità anziché affidarle sempre al morbido abbraccio di un impiego o di un’assunzione clientelare. Ricostruire il legame tra Bari e Milano può essere la strada per consentire alla Puglia di riprendere le fila di uno sviluppo straordinario interrottosi trent’anni fa. Milano è infatti la città più barese e più pugliese dell’Italia del nord. La nostra sfida è lanciata e non può più essere interrotta.
Ecco perché in questo momento sento di dirle che indipendentemente dai nostri schieramenti politici il sindaco di Bari non può non lavorare in staff con il “suo” Presidente del Consiglio. Perché Bari non può tornare indietro, non può camminare come il gambero. So che non posso chiederle di fare il tifo per l’Inter, ma ciononostante sono sicuro che lei che ama l’Italia saprà in cuor suo giudicare. E quando l’anno prossimo l’accoglierò qui in Fiera signor Presidente, comunque vada, le prometto che le darò conto, ancora una volta, del mio lavoro. Nell’interesse del Paese dobbiamo fare gli uni il tifo per gli altri. Come faremo a Bari il 6 dicembre prossimo inaugurando insieme il Teatro Petruzzelli, sogno inseguito per diciassette anni.


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